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...semplicemente borse??????

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Care amiche, cari amici, per citare George Simmel, che si è occupato dell’ornamento, il valore estetico della borsetta consiste nel fatto che mette in risalto il suo portatore in termini di distinzione, di attenzione e gli consente di distinguere la propra individualità rispetto agli altri. Le borse, dunque, diventano degli oggetti che pongono in risalto la propria immagine e insieme ad una scelta accurata dei vestiti consentono alla donna di esercitare il potere di sedurre, potere che le è storicamente assegnato. Oggi, perciò, la sua funzione pratica è posta in secondo piano in modo da favorire la percezione estetica.
Ma se oggi è considerata un accessorio, inizialmente non lo era affatto, anzi aveva una sua funzione propria, che era essenzialmente utilitaria. L’uomo degli albori, infatti, ha iniziato ad usare le pelli degli animali uccisi per creare borse da portare a tracolla e in cui riporre gli strumenti di caccia e realizzato sacchettini che portava appesi al condorcino che gli cingeva i fianchi. Dunque la borsa non accompagnava né si aggiungeva a qualcosa’altro. È solo col passare del tempo e in relazione agli usi pratici che sono cambiate le dimensioni e le forme e successivamente esse si sono adattate al gusto di chi le portava o al gusto di un’epoca.
Che sia grande, in maniera da contenere tutto ciò che si ritiene necessario, o che sia piccola, in grado di ridurre il futile (che poi spesso però risulta essere invece indispensabile!!!!!!!) nella maggior parte dei casi una volta logora e passata di moda ci si distacca con difficoltà da lei (…) spesso viene ben custodita come feticcio nell’armadio (…) nella speranza di assegnarle una seconda vita se dovesse tornare di moda!!!!! ([1] Nicola Squicciarino, Un prezioso scrigno, cit. pagg. 21-22, In, AA.VV.,Misteriosi scrigni. Borse della collezione Cristina Giorgetti, dal XVII al XX Secolo, Prato, SopraTuttolibri Edizioni, 2001)

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